Istruzioni per l’uso – Quei “sistemi elettorali” che nessuno conosce

Le elezioni si avvicinano e, mano a mano che si avvicinano, realizzo che la gran parte degli elettori ha idee molto vaghe o sbagliate sui sistemi elettorali con cui andremo al voto (pure io ne avevo, prima di andare a controllarmi alcuni meccanismi): sia per le elezioni nazionali che le elezioni regionali.

Elezioni nazionali. Si eleggono Camera e Senato: in entrambi i casi si vota una lista (ovvero un partito) e non si esprime voto di preferenza (perché è in vigore il famoso Porcellum di Calderoli: liste bloccate con ordine di elezione prestabilito – un sistema contro il quale alcuni partiti hanno indetto le parlamentarie per definire le posizioni in lista). I partiti si aggregano in coalizioni che indicano il candidato premier (“il capo della coalizione”, per essere più precisi) e sulla base di queste coalizioni si va ad assegnare il premio di maggioranza, su base nazionale per la Camera e su base regionale per il Senato. Cos’è questo “premio di maggioranza”? è un meccanismo che ha l’obiettivo (almeno in teoria) di favorire la governabilità dando il 55% dei seggi (a livello nazionale o rispettivamente regionale) alla coalizione che arriva per prima (anche qui, a livello nazionale o regionale). Occhio a non fare confusione: il premio è attribuito alla coalizione che prende più voti, non al partito più votato – in altre parole, votare un partito o un altro di una stessa coalizione non ha effetti sul premio alla coalizione, ma solo sulla distribuzione di tale premio fra questi due partiti.

Elezioni regionali. Qui il sistema è molto diverso e può variare da Regione a Regione – di seguito faccio riferimento alla Lombardia (che lo ha recentemente modificato). La prima osservazione è che qui si hanno a disposizione 3 voti: un voto per il candidato presidente, uno per la lista e una preferenza per un candidato consigliere di quella lista (il voto al candidato presidente può non essere fatto esplicitamente: in tal caso si assegna il voto al candidato presidente collegato alla lista che si è votato). Inoltre è possibile il voto disgiunto: è possibile votare un candidato presidente e una lista che non è ad esso collegato (ad esempio, in Lombardia è possibile votare Ambrosoli e allo stesso tempo votare Movimento 5 Stelle). La seconda questione è che non c’è il doppio turno: il candidato presidente che prende più voti si aggiudica la maggioranza in Consiglio e la Presidenza della Regione anche se non ha il 50% dei voti; i seggi assegnati alle opposizioni vengono ripartiti sulla base dei risultati delle liste. Quindi, in Lombardia, diventerà Presidente della Regione chi fra Ambrosoli e Maroni prenderà più voti il 24 e 25 febbraio – senza quel meccanismo del doppio turno che c’è invece alle provinciali o alle comunali dei Comuni con più di 15 mila abitanti. In sostanza, chi vota altri candidati presidenti non può sperare di decidere ad un secondo turno chi fra i due candidati più eletti diventerà presidente, perché non c’è secondo turno. In questo senso è possibile che molti elettori di UdC, Movimento a 5 Stelle, Fare per Fermare il Declino scelgano di fare un voto disgiunto: cioè di votare queste liste, ma votare come candidato presidente Ambrosoli o Maroni, essendo consapevoli che la battaglia per la presidenza della regione è fra questi due candidati e che il voto disgiunto consente loro di esprimersi su chi preferiscono fra i due senza rinunciare a votare il partito in cui si riconoscono.

Nota. Per semplicità e brevità ho “semplificato” l’esposizione lasciando perdere dettagli e casi particolari che farebbero impazzire i meno avvezzi al tema: se ci sono domande, c’è qualcosa che non è chiaro, non torna o è da verificare ne riparliamo qui sotto con i commenti 😉

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2 thoughts on “Istruzioni per l’uso – Quei “sistemi elettorali” che nessuno conosce

  1. Verifica una cosa perché credo ci sia un errore in quanto tu hai scritto. A livello regionale dovrebbe vincere la coalizione il cui candidato presidente raggiunge più voti e non la coalizione che prende più voti…questo in virtù del voto disgiunto a cui fai riferimento.

    • Hai ragione. Ho scoperto del voto disgiunto dopo aver scritto il post e avevo solo aggiunto della sua esistenza, senza precisare per bene che quindi a decidere chi vince è il voto al candidato presidente, e non alla coalizione intesa come somma di partiti. Grazie dell’osservazione! (Provvedo a correggere e spiegar meglio)

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