Le ultime stime del consenso a coalizioni e partiti – da sabato scatta il divieto di pubblicazione

Come sapete, domani (sabato) scatta il divieto di pubblicazione dei sondaggi politico-elettorali (non pubblicabili nelle 2 settimane che precedono le elezioni). Analizzo perciò qui gli ultimi sondaggi disponibili; in questa stima sono considerati 11 sondaggi di 9 diversi istituti, effettuati fra il 28 gennaio e il 4 febbraio. La stima delle percentuali di voto, tanto delle coalizioni quanto dei partiti, è effettuata usando come indicatore la mediana (in luogo della media, che risulterebbe sensibile a stime lontane dalla tendenza centrale della distribuzione).

Il dato più rilevante è chiaramente il consenso alle coalizioni: qui va osservato un trend che ha portato nelle ultime settimane a una riduzione dei consensi per Bersani e un aumento di quelli per Berlusconi. Un mese fa il consenso per Bersani era intorno al 38%, oggi  è sceso al 34,5%; Berlusconi, invece, cresce dal 25% di un mese fa al 28,8%. Un distacco che, di conseguenza, è passato da 13 a 5,6 punti percentuali in un mese.

Divario che potrebbe stabilizzarsi, aumentare o ridursi (eventualmente annullarsi o cambiare addirittura di segno a favore di Berlusconi!) nelle prossime settimane, in cui non potremo consultare sondaggi. Interessante, per il momento, è guardare le stime minime e massime di consenso attribuite dai diversi istituti:

  • Coalizione Bersani: minimo 32,5% (Spincon) – massimo 36,3% (EMG).
  • Coalizione Berlusconi: minimo 26,8% (Termometro politico) – massimo 30,7% (Spincon).
  • Divario tra le due coalizioni: minimo 1,8% (Spincon) – massimo 8% (EMG); divario mediano: 5,4% (Lorien consulting).

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Interessante notare, inoltre, che Grillo sorpassa Monti, dopo settimane in cui era quella di Monti la terza coalizione (un mese fa, invece, era Grillo a essere avanti). Una “sfida” per la medaglia di bronzo che non ha particolare valore concreto, semmai un piccolo valore simbolico per i due raggruppamenti. Va peraltro osservato che il Movimento 5 Stelle ha stime molto variabili nei sondaggi, che vanno dall’11,2% di Spincon al 18% di Swg.

Qui sotto, invece, è rappresentato il dettaglio dei partiti, raggruppati per coalizione (uno stesso colore indica l’appartenenza alla medesima coalizione): il Pd è saldamente in testa come primo partito e si attesta intorno al 30% delle intenzioni di voto, seguito dal PdL vicino al 20% e da Grillo al 15%.

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Se questi dovessero essere i risultati, il centrosinistra otterrebbe senza problemi la maggioranza alla Camera: molto più difficile, però, che riesca ad avere una maggioranza anche al Senato – risultato, questo, che dipende da quale sarà la prima coalizione in regioni incerte, in particolare Lombardia e Sicilia: regioni in cui, a causa del meccanismo del premio di maggioranza al Senato su base regionale, molti elettori potrebbero fare valutazioni in merito al “voto utile” per contribuire a far vincere i premi regionali, rispettivamente, al centrosinistra o al centrodestra. Previsioni, con un meccanismo di attribuzione dei seggi senatoriali così complesso, è difficile farne.

PS: anche se non sarà più possibile pubblicare sondaggi, Italia, 2013 non va in pensione. Continuerò a pubblicare numeri, riflessioni e sassolini, confortato dal grande e inatteso numero di lettori, cui va già da ora il mio ringraziamento

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4 thoughts on “Le ultime stime del consenso a coalizioni e partiti – da sabato scatta il divieto di pubblicazione

  1. Pingback: Le ultime stime del consenso a coalizioni e partiti – da sabato scatta il divieto di pubblicazione | Italia, 2013 | CIRCOLO PD VALDENGO

  2. Di sicuro il CDX aumenterà il valore delle preferenze poichè tra gli indecisi ci sono più persone vicine alla coalizione di Berlusconi, che adesso si sentono richiamati e messi in gioco. I militanti della sinistra sono tutti lì, quelli sempre presenti, piuttosto stressati dallo incalzare dei sondaggi sfavorevoli. Immagino che lo spoglio potrà dare delle amare sorprese ..o dolci riscontri!

  3. Gli indecisi votano GRILLO non Berlusconi. Se sono indecisi è perché sono schifati da Berlusconi e non lo rivotano certo. Berlusconi e il suo PDL nel 2008 avevano ben il 37% oggi gira nella migliore delle ipotesi al 20% solo 3 punti in più rispetto al suo minimo storico e nonostante stia promettendo tutto e di più. Ormai è finito. Nessuno gli crede più. Qualsiasi persona con almeno un neurone in testa è in grado di capire che quest’uomo pensa solo a se stesso e del paese non gliene frega nulla.

  4. Mi sa che non è così saldamente al comando il PD. Settimana scorsa uno dei circoli di Bergamo ha inviato una lettera agli “elettori di centro-sinistra” (credo sia stata inviata a tutti quelli che sono andati a votare alle primarie) supplicando di votarli per non lasciare in mano il Paese a leghismo e berlusconismo. Ricomincia la storia del voto utile e del ricatto morale, della serie: “se sale Berlusconi è colpa tua perché non ci hai votati”. Una supplica, una lettera da perdenti insomma. Non un accenno al votaci perché vogliamo fare questo e quello. Zero. Vi cito un’altra frase: “Siamo ostaggio di una legge elettorale assurda…”. Peccato che fino a qualche mese fa gli andava bene perché pensavano di stravincere. Ora supplicano di andare a convincere amici e parenti di votare PD. Chissà se riusciranno a perdere anche a sto giro, non so se sperare di sì o di no. Di sì perché gli starebbe bene, in 20 anni di berlusconismo non hanno ancora imparato a fare opposizione. Di no perché altrimenti chi va al governo? Io di certo il mio voto non glielo do più.

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