Quello che non riescono a capire

Penso che quello che molti degli elettori e dei parlamentari del Movimento 5 Stelle non riescono a capire sia stato spiegato molto bene su articolo21:

Nel momento in cui entra in Parlamento, per me, il Movimento 5 Stelle diventa un partito come gli altri, un soggetto parlamentare che esercita legittimamente un potere. (…)

In quanto potere anche il Movimento 5 Stelle va monitorato, giudicato, criticato. Non è solo un diritto ma un dovere di ciascun cittadino vigilare sull’esercizio di questo e degli altri poteri. E chiunque abbia a cuore il tema della partecipazione democratica dovrebbe incoraggiare questa prassi. Chi invece reagisce alle critiche con il ritornello del presunto complotto contro il 5 Stelle da parte di chi lo teme (“hai paura eh?”), compie un atto di conformismo culturale, o peggio di servilismo politico, che ricorda tanto il berlusconismo.

E’ bene che gli attivisti veri del Movimento (non mi riferisco agli influencer) dismettano l’assetto “a testuggine” e ne assumano uno più consono ad un soggetto parlamentare: quello dell’ascolto. Perché da ora in poi le risposte che non danno ai giornalisti cominceranno a doverle dare ai cittadini. Esattamente come tutti gli altri.

Questo per rispondere alle reazioni (quasi isteriche) di chi sembra ormai convinto che siccome il Movimento ha avuto un risultato molto positivo allora ha ragione sempre e comunque, non lo si può criticare ed è esentato dal decoro e dalla democrazia interna (ed esterna).

Avevano detto: “ci vediamo in parlamento”. La risposta è: “benvenuti, adesso accettate di scendere dal piedistallo, rispondete alle nostre domande e magari mostrate anche un po’ più di apertura quando vi si critica”.

Post scriptum: le affermazioni del giorno dopo, cioè Grillo che dice “conduttori tv pagati per sputtanarci”, confermano che Grillo non solo è malato di complottismo, ma proprio non riesce a capire il semplice concetto spiegato sopra (si aggiunga che che è proprio grazie all’enorme attenzione che i media gli hanno dato negli ultimi mesi che è arrivato al 25%). Anzi, io penso che capisca benissimo, ma che essendo il furbastro che in questi mesi ha dimostrato di essere gli faccia comodo fare sparate e urlare al complotto: perché questo lo esenta dal dare spiegazioni e dal rispondere alle domande, che non rispondendo (o rispondendo in modo evasivo) è però inevitabile si facciano ogni giorno più pressanti.

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One thought on “Quello che non riescono a capire

  1. Perfettamente d’accordo. Non dimentichiamoci però che tutto avrà inizio il 15 marzo. La nota positiva in tutta questa storia è che il 15 marzo sarà l’inizio della fine della condizione politica italiana o, in modo esclusivo, del M5S.

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