Sperimentazione e benessere degli animali: la voce di alcuni ricercatori

C’è un fatto milanese di cui negli ultimi mesi chi frequenta ambienti universitari ha sentito spesso parlare:  l’irruzione degli animalisti negli stabulari della facoltà di farmacologia dell’università Statale di Milano.

Irruzione nella quale gli animalisti hanno “sottratto” gli animali lì presenti – qualcuno dirà “liberati”, altri “rubati” o peggio “condannati a sicura morte”. Irruzione a cui i ricercatori hanno risposto con una manifestazione in cui hanno esposto le loro ragioni, mentre gli animalisti hanno continuato a portare avanti le loro.

Oggi mi è capitato di imbattermi in un post – credo di un ricercatore, ma non ne ho la certezza – in cui si criticano le condizioni in cui vengono tenuti gli animali “liberati”: condizioni che, si capisce dalla descrizione e dalle foto, sarebbero ben peggiori di quelle in cui gli animali erano tenuti in laboratorio. Condizioni pessime per gli animali e poco igieniche per degli esseri umani.

Non voglio prendere posizione sul tema, semplicemente vi rimando alla lettura di quel post: perché gli animalisti fanno rumore, mentre quello che dicono i ricercatori è poco noto. Conoscere anche la loro posizione può aiutarci a formarci un’opinione più equilibrata di un facile, davvero troppo facile, “assassini”

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